|
Team Go DivX |
|
| |
|
|
|
|
| 899 e soci di nuovo in libertà. Lo ha deciso il TAR |
|

È vero, la delibera dell'Autorità TLC pensata per
mettere un freno a 899 e dintorni era arrivata tardi,
a grande distanza dalle prime segnalazioni di truffe ai danni degli
utenti. Eppure quella delibera era difettata, colpiva anche operatori
che abusi non ne hanno commessi, restringeva la libertà di
operare in
un libero mercato e soprattutto è stata emessa da un organo
che non ne
aveva competenza: è dando credito a queste motivazioni che
il TAR del
Lazio ha deciso di annullare la delibera.
|
|
|
|
|
|
| Pirateria, decine tra arresti e denunce a Prato |
|

Prato - Si è conclusa una nuova fase dell'operazione
denominata Rete pulita, un'operazione della
Guardia di Finanza che ha coinvolto internet point e decine di persone,
alcune delle quali arrestate.
|
|
|
|
|
|
| Siti web da registrare, la nuova proposta di legge |
|

Roma - Difficile credere che si tratti di una coincidenza: a poche ore
da quando Ricardo Levi ha annunciato la cancellazione
delle sue criticatissime proposte per la registrazione coatta di siti
web e blog, ritiro subito applaudito dagli esperti,
ecco che si affaccia una nuova proposta di legge,
che conferma alcuni obblighi per i siti web ma con alcuni decisivi
distinguo rispetto all'orientamento Levi.
|
|
|
|
|
|
| Francia, la pirateria è una cascata di responsabilità |
|

Roma - I colpevoli di ledere i diritti dell'industria dei contenuti?
Sono gli utenti della rete, sono gli autori dei servizi di sharing,
sono coloro che offrono agli utenti la possibilità di
accedere ai
servizi di sharing. È così che la denuncia della Société
civile des Producteurs de Phonogrammes en France (SPPF)
si abbatte a cascata su tutta la catena del valore della condivisione
in rete, legali o illegali che siano i contenuti scambiati.
|
|
|
|
|
|
| BOINC e consumi energetici |
|

BOINC e consumi
energetici
Ci
sono molti motivi per spiegare la scarsa diffusione di BOINC:
innanzitutto il software è poco conosciuto e probabilmente
anche poco pubblicizzato. Inoltre, tra coloro che ne hanno almeno
sentito parlare, una quota considerevole decide di non
contribuire.
|
|
|
|
|
|
| Informatica consigli per gli acquisti |
|
|
|
|
|
|
| Lettera aperta dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNET PROVIDERs |
|
 Associazione
Italiana Internet Providers
Lettera
aperta dell'ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNET PROVIDERs (AIIP1)
In
merito alla nuova offerta all'ingrosso per la larga banda
Al
Presidente del Consiglio Prof. Romano Prodi
Al Ministro delle Comunicazioni – on. Paolo Gentiloni
Al Ministro per lo Sviluppo Economico – on. Pier Luigi Bersani
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Antonio Di Pietro
Al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, On Enrico
Letta
Ai Parlamentari e ai Senatori d'Italia |
Al
Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
- Prof Corrado Calabrò
Al Presidente dell'Autorità per le Garanzie della
Concorrenza nel Mercato – Prof. Antonio Catricalà
Al Presidente e al Presidente onorario dell'Associazione Parlamentari
amici delle Nuove Tecnologie - on. Grillini e sen. Cossiga
Ai Consiglieri di Amministrazione di Telecom Italia
Alle Associazioni dei consumatori
Al milione di utenti Internet Italiani che hanno autorizzato l'invio
tramite posta elettronica di comunicazioni da parte dei soci AIIP |
L'Autorità
per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), in data 29 maggio 2007, ha
pubblicato la Delibera n. 249/07/CONS che, in attuazione del nuovo
quadro regolamentare europeo, disciplina i servizi a larga banda
all'ingrosso (cd. "bitstream") prevedendo l'obbligo di Telecom Italia
di formulare un'offerta disaggregata ed orientata ai costi.
Il provvedimento stabilisce i criteri che l'operatore dominante
dovrà utilizzare per formulare i prezzi all'ingrosso, tra
cui i) allineamento alle migliori pratiche europee in tema di prezzi
dei servizi bitstream, ii) orientamento al costo sulla base della
contabilità regolatoria iii) replicabilità delle
offerte di banda larga al consumo di Telecom Italia. Quest'ultima,
entro 15 giorni dalla Delibera, deve pubblicare la nuova offerta
all'ingrosso conforme a tali criteri.
La corretta e tempestiva applicazione di questa Delibera
porterà grandi vantaggi ai consumatori: miglioramento del
rapporto prezzo/prestazioni delle offerte a larga banda esistenti,
abbattimento del digital divide (grazie
all'orientamento degli investimenti in nuove infrastrutture di accesso
a larga banda nelle zone oggi prive di copertura, in luogo della
duplicazione di reti già esistenti nelle zone "ricche") e
lancio in tutto il territorio Italiano della fornitura di servizi
innovativi, ad esempio la televisione interattiva anche da parte degli
operatori alternativi.
In difesa di questi obiettivi AIIP ha diffidato
Telecom Italia a presentare un'offerta che ottemperi tempestivamente, e
senza artificiosi indugi, alle disposizioni richiamate e sia allineata
alle migliori condizioni applicate in Europa, evidenziando che ogni
ritardo o incongrua applicazione pregiudicherebbe i concorrenti e i
consumatori. Le migliori pratiche europee sono state oggetto di un
approfondito studio da parte di AIIP, i cui risultati sono pubblicati
all'indirizzo www.AIIP.it
AIIP, è seriamente preoccupata della possibilità
che Telecom Italia, come già avvenuto, adotti una tattica
dilatoria presentando
un'offerta lontana dall'orientamento al costo e dalle migliori
condizioni praticate in Europa, al solo fine di
sfruttare i tempi richiesti da un intervento dell'Autorità
per la modifica dell'offerta.
AIIP si appella alla sensibilità
delle istituzioni e di quanti sono interessati al futuro e a
all'innovazione del nostro Paese perché VIGILINO e si
ADOPERINO affinché Telecom Italia pubblichi tempestivamente
un'offerta realmente orientata alla migliore pratica europea.
Cheapnet
si fa promotore dell'iniziativa di AIIP - Associazione Italiana
Internet Provider - finalizzata a ridurre i costi della banda larga in
Italia incidendo sulla rendita di Telecom Italia Spa.
La lettera aperta riportata in calce, e pubblicata sul quotidiano Il
Messaggero in data 08 giugno 2007, evidenzia i punti salienti di questa
iniziativa.
Se sei favorevole a:
- migliorare il rapporto prezzo/prestazioni delle conessioni ADSL;
- ampliare le aree geografiche coperte dalla banda larga;
- usufruire tramite la banda larga di servizi sempre nuovi e innovativi
firma la petizione elettronica inviando
una email anche vuota a lettera.aperta@cheapnet.it
e inoltra questa email a tutti i tuoi
conoscenti che possono essere interessati all'argomento.
La presente lettera è stata pubblicata su Il Messaggero di
venerdì 8 Giugno 2007
|
|
|
|
|
|
| RIMBORSATE I MOUSE DA 3MILA EURO |
|

Sul blog Un Marziano a Pescara
è stata pubblicata qualche
giorno fa una lettera di un giovane abruzzese che vorrebbe ottenere un
minimo di attenzione istituzionale, e con lui sono certamente tutti
coloro che condividono la medesima condizione: Fabio Pavone ha 28 anni
ed è affetto da distrofia muscolare. Grazie alla Metro
Olografix,
celeberrima associazione telematica pescarese, è riuscito
dieci anni fa
ad avvicinarsi al mondo - in tutti i sensi. Tramite un software che
emula la tastiera a monitor, infatti, ha potuto utilizzare il pc e
quindi accedere al web. Questo gli ha permesso di istaurare nuove
amicizie, di informarsi e andare oltre le "costrizioni" della sua
malattia.
"Oggi un nuovo tipo di mouse pilotato con le
labbra gli consente ancora maggiore indipendenza. Fabio è -
per modo di dire - fortunato.
La sua famiglia, pur con sacrificio, si è potuta permettere
di spendere
3.000 Euro (sì, tremila) per comprare questo strumento che
però, in
Abruzzo, non è a carico del servizio sanitario", ha scritto
l'avvocato
Andrea Monti al direttore del quotidiano locale Il Centro.
Il 16 marzo 2007, riporta il blog,
Pavone ha scritto al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del
Turco, all'Assessore alla Sanità e al Sociale, Bernardo
Mazzocca,
all'Assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali, Elisabetta Mura e
al sindaco del comune di Cappelle Sul Tavo, Antonio Ridolfi per
segnalare la questione. Come riporta l'avvocato Monti: "...nessuno di
questi signori si è degnato anche solo di rispondere che non
ci sono i
soldi...".
Insomma il tema è più che delicato. Fabio
sottolinea infatti che
"bisogna considerare anche chi non ha la possibilità di
acquistare
questo tipo di attrezzatura e che di conseguenza non può
avere accesso
alla vera informazione, all'informazione indipendente, quella
telematica". L'Integramouse
dell'austriaca Life Tool permette di muovere il puntatore sullo schermo
tramite il movimento delle labbra e quindi di interagire più
agevolmente con il pc.
"Credo che tutti possano arrivare a
pensare che è assurdo per un privato spendere una cifra
così
importante, semplicemente per un mouse. Questa analisi però
nasce da
una visione limitata della realtà, perché per me,
è fondamentale
riuscire a muovere il puntatore del mouse per esercitare un diritto
fondamentale di ogni essere umano: il diritto all'informazione",
aggiunge Fabio.
Seguono nell'accorata lettera due
considerazioni: da una parte la questione della speculazione di alcune
aziende sui listini dei prodotti per disabili; dall'altra la mancanza
in Abruzzo di "un reale servizio assistenziale e di rimborso alle
famiglie per spese di questo livello". In molte regioni di Italia,
infatti, sempre secondo Fabio, "questo è un servizio
gratuito e
totalmente rimborsato".
"Credo che le sensibilità politiche e umane degli
amministratori a cui
è rivolta questa mia, non possano ignorare il problema che
affligge me
e non solo, considerando che la distrofia è una malattia con
molta
incidenza sull'Abruzzo. Auspico un'inversione di rotta dell'intera
politica assistenziale che renda davvero questo sistema sociale giusto
e privo di discriminazioni", conclude Pavone.
Dario d'Elia
|
|
Postato da webmaster il Martedì, 05 giugno @ 21:24:33 CEST (1145 letture)
(commenti? | Voto: 5) |
|
|
|
|
| Il super-spammer che rischia decenni di carcere |
|
 Il
super-spammer che rischia decenni di carcere
Robert Alan Soloway è il Kingpin dello spamming
professionale, con
ben 35 capi di imputazione; adesso rischia una pena detentiva che
potrebbe arrivare a 65 anni
Roma - L'ennesimo arresto per spamming non farebbe più
notizia se non fosse che si tratta dell'ormai mitologico
Robert Alan Soloway. Sapevano tutti dove si trovava, ma il braccio
armato dello spamming professionale doveva essere prelevato al momento
giusto. L'ora X è scattata mercoledì scorso,
subito dopo l'accoglimento
da parte del Grand Jury di Seattle di ben 35 capi di
imputazione a suo carico, che comprendono frode,
riciclaggio e furto di identità.
Un percorso criminale
che sarebbe talmente articolato che l'Ufficio del Procuratore Generale
dello Stato di Washington, il Federal Bureau of Investigation (FBI), la
Federal Trade Commission (FTC), l'Internal Revenue Service Department
of Criminal Investigations (IRS-CI), e lo U.S. Postal Inspection
Service (USPIS) vi hanno dovuto lavorare congiuntamente per un anno.
Soloway
è stato a lungo uno dei protagonisti indiscussi della scena
spammatoria
occidentale, con una quantità industriale di mail che hanno
saturato un
numero incalcolabile di caselle di posta. Inserito da Spamhaus
nella lista ROKSO (Register of Known Spam
Operations), di fatto è considerato uno dei
200 criminali internazionali responsabili dell'80% dello spam europeo e
statunitense.
Ma
non finisce qui: è anche accusato di aver venduto i suoi
servizi
fraudolenti a terzi, di aver circuito innocenti e di non aver fornito
rimborsi dovuti e supporti post-vendita. Conclude la sfilza di accuse
la presunta violazione continua del Computer Abuse and Fraud Act del
1984 e il CAN-SPAM del 2003, per aver
spammato tramite proxy e computer "sottratti al controllo" dei
legittimi possessori, gli ormai notissimi PC zombie trasformati in nodi
sparaspam.
Dal lontano 2001, quando è comparso per la prima volta nella
Spamhaus Block List (SBL),
Soloway è riuscito a portare avanti tranquillamente ogni
attività a
prescindere da ripetute ordinanze ottenute in tribunale dai suoi
accusatori. Gli è andata bene, fino ad ora.
Il noto spammer, al
momento, rischia una pena detentiva massima di 65 anni, ma questo
potrebbe accadere solo se dovesse essere riconosciuto colpevole di
tutti i capi di imputazione, che riguardano attività di spam
ma, come
detto, non solo. Al suo arresto Spamhaus dedica un approfondimento speciale.
Dario d'Elia
|
|
Postato da webmaster il Domenica, 03 giugno @ 09:44:06 CEST (1070 letture)
(commenti? | Voto: 0) |
|
|
|
|
|