Il
super-spammer che rischia decenni di carcere
Robert Alan Soloway è il Kingpin dello spamming
professionale, con
ben 35 capi di imputazione; adesso rischia una pena detentiva che
potrebbe arrivare a 65 anni
Roma - L'ennesimo arresto per spamming non farebbe più
notizia se non fosse che si tratta dell'ormai mitologico
Robert Alan Soloway. Sapevano tutti dove si trovava, ma il braccio
armato dello spamming professionale doveva essere prelevato al momento
giusto. L'ora X è scattata mercoledì scorso,
subito dopo l'accoglimento
da parte del Grand Jury di Seattle di ben 35 capi di
imputazione a suo carico, che comprendono frode,
riciclaggio e furto di identità.
Un percorso criminale
che sarebbe talmente articolato che l'Ufficio del Procuratore Generale
dello Stato di Washington, il Federal Bureau of Investigation (FBI), la
Federal Trade Commission (FTC), l'Internal Revenue Service Department
of Criminal Investigations (IRS-CI), e lo U.S. Postal Inspection
Service (USPIS) vi hanno dovuto lavorare congiuntamente per un anno.
Soloway
è stato a lungo uno dei protagonisti indiscussi della scena
spammatoria
occidentale, con una quantità industriale di mail che hanno
saturato un
numero incalcolabile di caselle di posta. Inserito da Spamhaus
nella lista ROKSO (Register of Known Spam
Operations), di fatto è considerato uno dei
200 criminali internazionali responsabili dell'80% dello spam europeo e
statunitense.
Ma
non finisce qui: è anche accusato di aver venduto i suoi
servizi
fraudolenti a terzi, di aver circuito innocenti e di non aver fornito
rimborsi dovuti e supporti post-vendita. Conclude la sfilza di accuse
la presunta violazione continua del Computer Abuse and Fraud Act del
1984 e il CAN-SPAM del 2003, per aver
spammato tramite proxy e computer "sottratti al controllo" dei
legittimi possessori, gli ormai notissimi PC zombie trasformati in nodi
sparaspam.
Dal lontano 2001, quando è comparso per la prima volta nella
Spamhaus Block List (SBL),
Soloway è riuscito a portare avanti tranquillamente ogni
attività a
prescindere da ripetute ordinanze ottenute in tribunale dai suoi
accusatori. Gli è andata bene, fino ad ora.
Il noto spammer, al
momento, rischia una pena detentiva massima di 65 anni, ma questo
potrebbe accadere solo se dovesse essere riconosciuto colpevole di
tutti i capi di imputazione, che riguardano attività di spam
ma, come
detto, non solo. Al suo arresto Spamhaus dedica un approfondimento speciale.
Dario d'Elia